Il Presidente dell’ERAP Cinelli, qualche settimana addietro in un convegno aveva con franchezza e decisione denunciato le difficoltà per l’Ente a far fronte alla crescente domanda di alloggi sociali.

D’altro canto è noto a tutti, meno alla Giunta Acquaroli e al governo nazionale che dimezza le risorse per la casa, la situazione drammatica ed emergenziale nel settore abitativo e delle locazioni, non solo quelle a scopo sociale.

Le liste di attesa lunghissime contano migliaia di cittadini in attesa da anni, mentre la situazione tende ad aggravarsi con l’acuirsi della crisi economica e sociale, l’Erap nell’attuale conformazione non è in grado neppure lontanamente a soddisfare una percentuale delle richieste, gravato com’è da un lato dalla gestione del patrimonio esistente, dalle morosità incolpevoli o meno e dall’assenza cronica di fondi strutturali atti a consentire una pianificazione di medio lungo periodo.

In questo quadro di insinuano le liti fra comari, accese dai soliti politici in cerca di un posto al sole, ma privi da sempre di uno straccio di progetto o di proposte, bramosi di incarichi, sempre fini a se stessi.

Oggi, come abbiamo cercato di proporre al presidente Acquaroli sarebbe tempo di varare un patto per la casa a livello regionale con il concorso di privati, analogamente sarebbe tempo di avviare una profonda riforma dell’Erap separando e  scorporando la gestione del patrimonio dall’attività edificatoria, consentendo laddove viene ritenuto necessario ed utile la partecipazione di privati, di altri Enti o di Istituti di credito coma la Cassa depositi e prestiti con i suoi Fondi strutturali destinati all’edilizia.

Confabitare deve registrare con rammarico l’assoluta inadeguatezza o meglio l’assenza di qualsivoglia misura atta a mitigare la profonda crisi del settore abitativo e locativo. Come dicevamo nell’ultima finanziaria prossima all’approvazione i fondi sono stati ridotti a soli 100mln all’anno, non vi è capacità di captazione dei fondi europei pari a 10mld, così come manca il coraggio di scelte politiche in grado di imporre una svolta alla gestione ordinaria dell’Erap, di dialogare maggiormente con i comuni per ridurre il consumo di suolo e contemporaneamente avviare soluzioni idonee al disagio abitativo.  

In tanti si agitano, ma fanno solo melina in attesa e speranza della prossima tornata elettorale!