di Massimiliano Bartocci –
L’operazione è nata davvero nel 2025-2026 oppure ha radici molto più lontane?
Per capire la “vicenda Solgas” occorre innanzitutto chiarire chi sono i soggetti che, nell’arco di poco più di dieci anni, si sono ritrovati al centro della stessa storia societaria.
Gruppo Società Gas Rimini (SGR) è un gruppo privato con sede a Rimini, attivo nel settore dell’energia e, in particolare, nella vendita e distribuzione di gas ed energia elettrica. Nel corso degli anni ha esteso la propria presenza anche nelle Marche attraverso partecipazioni in diverse società di vendita.
Tra queste ci sono Solgas, la società che vende gas ed energia elettrica principalmente nel territorio di Fermo, e San Giorgio Energie (SGE), attiva principalmente nel territorio di Porto San Giorgio. In entrambe, i rispettivi Comuni hanno mantenuto la maggioranza del capitale, mentre SGR è entrata con una partecipazione del 49%.
Il terzo soggetto è Astea Energia, società di vendita di gas, energia elettrica e altri prodotti energetici, attiva soprattutto nelle province di Ancona e Macerata. Qui il rapporto con SGR è diverso: il gruppo riminese ha acquisito il 70% del capitale nel 2016 e ha portato la propria partecipazione al 99% nel 2021, diventando il socio di controllo.
È quindi questo il punto di partenza della storia: da una parte Solgas e San Giorgio Energie, società territoriali rimaste a maggioranza comunale; dall’altra Astea Energia, progressivamente passata sotto il controllo di SGR.
Nel giro di pochi anni, dunque, lo stesso gruppo privato si è trovato a partecipare contemporaneamente alle due società comunali di Fermo e Porto San Giorgio e a controllare la società che sarebbe poi diventata il punto di approdo delle successive aggregazioni.
San Giorgio Energie è stata incorporata in Astea Energia nel dicembre 2025. Ora lo stesso percorso riguarda Solgas.
La sequenza documentata apre quindi una domanda: l’operazione è nata davvero nel 2025-2026 oppure ha radici molto più lontane?
La Solgas non esisterà più come società autonoma
Per il Comune di Fermo la fusione della Solgas in Astea Energia rappresenta un passaggio societario di grande rilievo.
Il Comune, che detiene il 51% della Solgas, perderà infatti il controllo diretto della società e riceverà in cambio una partecipazione di circa il 5% di Astea Energia.
Non è quindi soltanto una fusione societaria.
È il passaggio da una partecipazione di maggioranza in una società territoriale a una partecipazione minoritaria in una società di dimensioni maggiori e controllata da SGR.
Per capire come si è arrivati a questo punto, però, bisogna tornare indietro di almeno dieci anni.
Il primo passaggio: SGR entra nelle società comunali
La storia comincia con due società diverse ma destinate, nel tempo, a incontrarsi.
Nel 2014 SGR di Rimini entra in San Giorgio Energie, acquisendo il 49% del capitale. Il Comune di Porto San Giorgio mantiene il 51%.
Nel 2016 avviene un’operazione analoga a Fermo: SGR di Rimini acquisisce il 49% della Solgas, mentre il Comune conserva il 51%.
La formula è quella del partner industriale: il pubblico mantiene la maggioranza, mentre il socio privato porta competenze, know-how, capacità commerciale e conoscenza del mercato.
È una formula che, al momento dell’ingresso di SGR, viene presentata anche come una risposta alle difficoltà crescenti del mercato energetico. La presenza di un operatore privato di dimensioni maggiori dovrebbe consentire alle società comunali di rafforzarsi, aumentare la propria competitività e affrontare le trasformazioni del settore.
Nel dibattito politico locale, questa impostazione è stata accompagnata negli anni anche da un’altra considerazione: senza l’apporto di un partner industriale, società di dimensioni relativamente piccole come Solgas e San Giorgio Energie avrebbero rischiato di perdere progressivamente competitività e redditività, fino a mettere in discussione la loro stessa capacità di stare sul mercato. La necessità di aggregarsi per garantire un futuro alle partecipate è stata richiamata più volte nel dibattito sulla fusione.
È dunque su questa premessa che nasce il rapporto con SGR: il Comune conserva il controllo societario, mentre al partner privato viene affidato il compito di rafforzare industrialmente la società.
Ma proprio il 2016 è anche l’anno nel quale si verifica un altro passaggio destinato a cambiare completamente gli equilibri del settore.
SGR di Rimini acquisisce infatti il 70% di Astea Energia. Nel 2021 la partecipazione sale al 99%. Sono dati riportati dalla stessa Astea nella ricostruzione della propria storia societaria.
Il quadro comincia così a delinearsi:
- SGR possiede il 49% di Solgas;
- SGR possiede il 49% di San Giorgio Energie;
- SGR controlla Astea Energia.
In altre parole, SGR di Rimini si trova a operare contemporaneamente su due piani: da una parte partecipa alle società comunali, alle quali viene affidato il compito di rafforzarle industrialmente e commercialmente; dall’altra controlla una società, Astea Energia, che nel tempo amplia la propria dimensione anche attraverso processi di aggregazione societaria.
È una posizione che merita di essere osservata con attenzione. Non perché da questo dato si possa automaticamente dedurre che le successive fusioni fossero già state decise, ma perché il medesimo socio privato si trova progressivamente al centro sia delle società comunali sia della società destinata a diventare il punto di approdo delle aggregazioni.
È questo il passaggio che rende interessante ricostruire ciò che accade dopo.
La proposta di unire le società di Fermo e Porto San Giorgio: un indizio di una strategia sul tavolo
C’è un documento che merita particolare attenzione: la relazione sulla gestione della Solgas relativa all’esercizio 2016.
Quell’anno la società registra un risultato positivo di 354.939 euro e un fatturato di circa 6,997 milioni di euro. La relazione conferma inoltre l’ingresso di SGR nel capitale con il 49% dal 1° giugno 2016.
Ma soprattutto contiene un riferimento alle prospettive future della società.
La Solgas indica la possibilità di una aggregazione con San Giorgio Energie, sottolineando che le due società hanno lo stesso socio privato.
“Nelle prospettive future vediamo la possibilità di un’aggregazione con la SGE (San Giorgio Energie Srl) con la quale potrebbero crearsi ulteriori sinergie essendo la stessa partecipata dallo stesso socio privato della Solgas”
L’ipotesi di mettere insieme le due società è già presente nei documenti societari del 2016, proprio all’indomani dell’ingresso di SGR nella Solgas.
Da una parte c’erano le motivazioni indicate nella documentazione societaria: costruire una realtà di dimensioni maggiori, in grado di operare con maggiore incisività anche fuori dai territori di riferimento, sviluppando una rete di agenzie di vendita, e migliorare l’operatività interna attraverso la razionalizzazione delle risorse già disponibili nelle sedi esistenti.
Dall’altra, nel dibattito politico locale, l’aggregazione veniva presentata anche come uno strumento per rafforzare il potere contrattuale delle due società comunali nei confronti di SGR Rimini, il partner privato che deteneva il 49% di entrambe.
È un elemento che merita attenzione. Perché significa che, almeno nella rappresentazione politica di allora, l’aggregazione non serviva soltanto a rendere più grandi ed efficienti Solgas e San Giorgio Energie: serviva anche a riequilibrare i rapporti tra la componente pubblica e il socio privato.
Ed è proprio qui che la vicenda assume un significato più ampio.
Nel momento in cui si proponeva di unire Fermo e Porto San Giorgio per rafforzare anche la posizione delle due società nei confronti di SGR, lo stesso gruppo riminese stava contemporaneamente consolidando la propria presenza nel settore energetico e, nel 2016, acquisiva il 70% di Astea Energia.
La domanda che nasce dalla sequenza dei fatti non è quindi se l’aggregazione Solgas-SGE fosse giustificata da esigenze industriali: quelle esigenze sono esplicitamente indicate. La questione è piuttosto capire come sia cambiato, negli anni successivi, l’equilibrio tra le società comunali, il partner privato e Astea Energia.
Perché il percorso che nel 2016 veniva immaginato come un’unione tra due società ancora a maggioranza pubblica avrebbe portato, anni dopo, alla loro confluenza nella società controllata da SGR.
Una strada che prosegue per anni
L’ipotesi Solgas-SGE non viene immediatamente realizzata.
Ma non scompare.
Anzi, negli anni successivi il Comune di Fermo si attrezza sul piano societario, trasformando Solgas in una società per azioni. La trasformazione viene discussa in Consiglio comunale nel giugno 2022, in un passaggio che assume particolare rilievo alla luce degli sviluppi successivi.
E proprio in quella occasione, nel dibattito consiliare, emergono anche interpretazioni diverse sulla finalità dell’operazione. In particolare, il consigliere comunale Renzo Interlenghi collega la trasformazione in S.p.A. alla prospettiva di una successiva cessione della società al soggetto privato. Si tratta, naturalmente, di una posizione espressa nel dibattito politico e non dell’accertamento di un progetto già definito.
Il dato interessante, però, è che nel 2022, quando Solgas cambia forma societaria, nel dibattito pubblico non viene evocata soltanto l’ipotesi di un’aggregazione con San Giorgio Energie. Viene posta anche la questione di quale potesse essere il destino della partecipazione pubblica e del rapporto con il socio privato.
La Corte dei conti Marche, nella deliberazione 40/2025/VSG, ricostruisce il percorso seguito dal Comune di Porto San Giorgio e rileva che già nel 2021 erano in fase avanzata le analisi e le valutazioni per un possibile processo di aggregazione tra SGE e Solgas.
Successivamente quel progetto viene ridimensionato.
Ma nel frattempo il quadro societario è cambiato.
SGR ha acquisito il controllo di Astea e nel 2021 ha portato la propria partecipazione al 99%.
La strada dell’aggregazione, quindi, continua a essere percorsa, ma la destinazione finale sarà diversa da quella ipotizzata inizialmente.
Da SGE ad Astea
Il passaggio decisivo emerge nel 2024.
La stessa Corte dei conti riporta una nota del 17 dicembre 2024 nella quale si riferisce che era in corso la valutazione della fattibilità della fusione per incorporazione di San Giorgio Energie in Astea Energia.
Nel dicembre 2025 la fusione diventa effettiva. Astea conferma ufficialmente che dal 22 dicembre 2025 San Giorgio Energie è stata incorporata in Astea Energia.
E adesso tocca alla Solgas
Dopo SGE arriva Solgas.
Il Comune di Fermo trasferisce il proprio 51% nella fusione con Astea Energia e riceve una partecipazione di circa il 5% nella società risultante.
Secondo la documentazione relativa all’operazione, la partecipazione comunale nella Solgas viene valorizzata in circa 5,435 milioni di euro.
Il Comune non riceve quindi il corrispondente valore in denaro, ma azioni della società incorporante.
Il cambiamento è sostanziale:
prima: 51% di Solgas e controllo della società;
dopo: circa 5% di Astea e partecipazione minoritaria.
È questo il passaggio che oggi interessa direttamente il patrimonio societario del Comune di Fermo.
Che cosa è successo in questi anni?
È importante distinguere i fatti dalle interpretazioni.
Le carte disponibili non dimostrano che nel 2016 fosse già stata decisa la futura confluenza di Solgas e San Giorgio Energie in Astea.
Dimostrano però che una prospettiva di aggregazione tra le due società esisteva già allora.
E documentano una sequenza precisa:
2014-2015 — SGR diventa partner industriale di San Giorgio Energie, con una partecipazione del 49%.
2016 — SGR entra con il 49% in Solgas.
2016 — SGR acquisisce il 70% di Astea Energia.
2016 — Solgas indica già nei propri documenti l’ipotesi di una possibile aggregazione con San Giorgio Energie.
2021 — SGR porta al 99% la propria partecipazione in Astea Energia.
2021 — il Comune di Porto San Giorgio riferisce che sono in fase avanzata le analisi e le valutazioni per l’aggregazione tra SGE e Solgas.
2021 — La Solgas diventa una spa
2025 — San Giorgio Energie viene incorporata in Astea Energia.
2026 — viene perfezionata la fusione di Solgas in Astea.
Questa è la cronologia documentata.
Non dimostra, da sola, l’esistenza di un disegno già definito dieci anni prima.
Ma mostra qualcosa di più concreto: un percorso di aggregazione che nasce quando SGR è ancora partner di minoranza delle due società comunali e che, nel corso degli anni, conduce entrambe verso Astea, società nella quale SGR ha progressivamente consolidato il proprio controllo.
La domanda che resta
A questo punto la questione non è stabilire se una fusione sia, in astratto, conveniente oppure no.
La domanda è molto più concreta:
come si è passati dalla formula del partner industriale, con i Comuni al 51%, alla confluenza delle società comunali in Astea?
E soprattutto resta una domanda che accompagna tutta la vicenda:
la scelta del 2026 nasce oggi, oppure è il punto di arrivo di un percorso iniziato molto prima?
Le date e i documenti, almeno fin qui, raccontano una storia che parte dal 2014-2016 e arriva fino ad oggi.
La strategia energetica di Fermo è stata davvero decisa, passo dopo passo, dalle amministrazioni comunali? Oppure, nel corso di questo percorso, il ruolo del partner privato è diventato progressivamente sempre più centrale nella definizione della direzione industriale?

