L’inchiesta che segue è tratta e rielaborata sulla base dei contenuti pubblicati sulla pagina Facebook della giornalista Sandra Amurri.

C’è una Fiat 500 del 2010, targa EC616DJ, che più di molte dichiarazioni ufficiali racconta il modo in cui sono stati gestiti enti finanziati con denaro pubblico nelle Marche.
Una storia apparentemente marginale, ma che rappresenta in modo emblematico il contesto al centro dell’inchiesta giornalistica condotta da Sandra Amurri, culminata nelle dimissioni di Andrea Santori e nella sua sfiducia dalla presidenza dell’ITS Smart Academy di Fermo.

La ricostruzione PRA: i fatti

Attraverso la documentazione ufficiale del PRA, è stato possibile ricostruire nel dettaglio i passaggi di proprietà dell’autovettura oggi intestata all’ITS Smart Academy di Fermo, ente finanziato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dalla Regione Marche, presieduto fino a pochi giorni fa da Andrea Santori.

I dati sono oggettivi:

  • la Fiat 500 EC616DJ viene immatricolata il 16 giugno 2010, al prezzo di 13.100 euro;
  • il 15 ottobre 2016 l’auto viene acquistata da Edvige, suocera di Andrea Santori, per 7.500 euro;
  • il 31 marzo 2025 la stessa Edvige vende l’auto alla Giannini Auto di Montegiorgio (FM) per 6.600 euro;
  • pochi giorni dopo, Giannini Auto rivende la medesima vettura all’ITS Smart Academy, presieduto da Santori, al prezzo di 18.050 euro, circa 11.500 euro in più del valore reale di mercato;
  • il 3 aprile 2025, la suocera di Santori acquista da Giannini Auto un’altra Fiat 500, pagandola 11.590 euro.

Una sequenza che, al di là di eventuali profili penali che spetterà alla magistratura valutare, solleva gravi interrogativi di opportunità, correttezza amministrativa e responsabilità politica, difficili da spiegare ai cittadini che finanziano quegli enti con le proprie tasse.

Ed è proprio da qui che prende le mosse un’inchiesta che non riguarda solo un’automobile, ma un sistema di gestione del potere e delle risorse pubbliche.


Svem e ITS: quando la politica dice di non c’entrare

Intervenendo sul cosiddetto caso Santori, il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha dichiarato:

«Sul Cda intervengono le leggi, non la politica. Il tema è sancito dal diritto e non può essere di natura politica».

Un’affermazione che, alla luce degli atti ufficiali, appare quantomeno discutibile.
Il Consiglio di amministrazione di Svem, infatti, è nominato dalla Giunta regionale, organismo politico presieduto dallo stesso Acquaroli. E le delibere di nomina del 2022 e di riconferma del 2024 indicano chiaramente i candidati proposti dai partiti di maggioranza:

  • Andrea Santori – candidato dalla Lega
  • Tablino Campanelli – candidato da Noi Moderati
  • Monica Cilla – candidata da Fratelli d’Italia

Difficile, dunque, sostenere che la politica non abbia alcun ruolo.

Responsabilità giudiziaria e responsabilità politica

Se eventuali violazioni di legge saranno accertate, sarà compito della magistratura farlo.
Ma la responsabilità politica resta in capo a chi ha nominato e riconfermato Santori alla guida di Svem, società in house della Regione Marche, cioè controllata direttamente dalla Regione, che gestisce circa un miliardo di euro di fondi europei.

Lo stesso Santori raccontò al Corriere Adriatico il 3 settembre 2024:

«Stavo rientrando dal Portogallo quando mi chiamò il Presidente per ricoprire l’incarico alla Svem, di cui non sapevo neppure l’esistenza. Risposi sì».

Una frase che da sola descrive il grado di commistione politica nella gestione di una società strategica per la programmazione economica regionale.


Le spese contestate e la gestione dei fondi pubblici

Secondo quanto emerso dalle inchieste pubblicate, la gestione Santori sarebbe stata caratterizzata da spese giudicate sproporzionate o opache, tra cui:

  • oltre 1,4 milioni di euro in consulenze legali,
  • incarichi a professionisti con rapporti diretti o indiretti con lo stesso Santori,
  • spese per comunicazione, ristrutturazioni, autovetture,
  • fino all’utilizzo di beni degli enti per finalità non chiaramente istituzionali.

Elementi che hanno portato alla sfiducia di Santori dalla presidenza dell’ITS Smart Academy di Fermo.


ITS Smart Academy: fondi PNRR a rischio

Il punto più critico riguarda oggi la sopravvivenza stessa dell’ITS.
Entro il 31 dicembre, dovranno essere rendicontati circa 2 milioni di euro di fondi PNRR. Secondo fonti interne citate nell’inchiesta, documentazione e risorse finanziarie risulterebbero mancanti, con il rischio concreto che l’ente perda i fondi e sia costretto a chiudere.

Tra ottobre e novembre sarebbero stati effettuati:

  • bonifici per 70 mila euro a una società riconducibile a Santori,
  • parcelle per circa 200 mila euro per consulenze progettuali,
  • liquidazioni dirette disposte dal Presidente, anche con modalità informali.

L’ex mercato coperto di Fermo e il ruolo delle istituzioni

L’ex mercato coperto di Fermo, ristrutturato con circa 10 milioni di euro di fondi pubblici, è stato concesso in comodato gratuito all’ITS, che avrebbe poi affidato la gestione della sala convegni a una cooperativa privata.
L’inaugurazione dell’immobile, alla presenza di ministri e vertici politici, si sarebbe conclusa con un banchetto dal costo di circa 26 mila euro.

Una gestione oggi contestata anche da Confindustria Fermo–Ascoli–Macerata, che ha chiesto la convocazione urgente dell’assemblea dei soci, sollecitando chiarimenti su conti, rendicontazioni e responsabilità del Cda.


La domanda finale ai cittadini marchigiani

Alla luce di quanto emerso, la domanda è inevitabile:
può un Presidente di Regione che minimizza il ruolo politico delle proprie nomine garantire trasparenza, legalità ed equità nella gestione dei fondi pubblici?

Le dimissioni di Santori rappresentano un primo risultato dell’inchiesta, ma non possono essere considerate una conclusione.
Perché quando si parla di PNRR, scuole che rischiano di chiudere, società regionali strategiche e milioni di euro pubblici, il silenzio non è mai neutrale. E la politica, piaccia o no, c’entra sempre.