Convergenza sui punti programmatici, ma restano dubbi su metodo e candidato sindaco. “Serve una figura nuova, immune da condizionamenti”
FERMO – Nessuna rottura, ma neppure un’adesione formalizzata. Il Movimento 5 Stelle e Partito della Rifondazione Comunista prendono tempo sull’ingresso nella coalizione del centrosinistra fermano. In un comunicato congiunto diffuso nelle ultime ore, le due forze politiche confermano la partecipazione ai primi tavoli di confronto, ma ammettono che la discussione interna è ancora aperta.
Dopo la presentazione ufficiale della coalizione di centrosinistra a Fermo, M5S e PRC erano stati sollecitati più volte a chiarire le proprie intenzioni. La risposta è articolata: da un lato la soddisfazione per la convergenza su diversi punti programmatici – dal salario minimo comunale al sostegno alle fasce deboli, dalla sanità territoriale a un piano dei trasporti, fino a un’urbanistica “al servizio dei cittadini e non degli interessi di pochi” – dall’altro la necessità di sciogliere alcuni nodi politici.
Le due forze giudicano positivamente anche la scelta di convocare assemblee aperte alla cittadinanza, ritenute uno strumento utile per costruire un’alternativa all’amministrazione uscente. Tuttavia, nel documento emerge una cautela significativa: «Restano alcuni dubbi da dissipare, legati soprattutto alla effettiva capacità di far seguire la pratica alla teoria».
Il riferimento è duplice. Da una parte, M5S e Rifondazione sottolineano come alcune delle questioni più controverse degli ultimi dieci-dodici anni vedano “responsabilità diffuse anche tra pezzi dell’attuale centrosinistra”. Dall’altra, pongono l’accento sulla figura del candidato sindaco, che dovrà essere – si legge – “immune da condizionamenti, garante del programma elettorale e percepita come novità assoluta”.
Un passaggio che suona come una condizione politica chiara, anche se non viene fatto alcun nome.
Nel comunicato non manca un affondo contro il sindaco uscente, Paolo Calcinaro, accusato di aver rappresentato un “finto civismo” al servizio di clientele e centri di potere. Allo stesso tempo, M5S e PRC dichiarano di voler porre “un argine all’avanzata di una destra a tratti eversiva”, delineando così il perimetro della propria collocazione politica.
Le prossime elezioni vengono definite come un possibile “anno zero” per il centrosinistra fermano, nella prospettiva di una ricomposizione che le due forze auspicano “con forza”. Per questo, assicurano, il confronto con la coalizione proseguirà.
La porta resta aperta, ma la decisione finale non è ancora presa. Molto dipenderà dalle scelte sul candidato sindaco e dalla capacità del centrosinistra di offrire garanzie concrete su metodo e contenuti. Solo allora M5S e Rifondazione scioglieranno la riserva sul loro ingresso ufficiale nella coalizione.

