Con la scadenza del 16 giugno per il versamento dell’IMU alle porte, torna d’attualità il tema delle difficoltà economiche che molte famiglie e proprietari di immobili si trovano ad affrontare nel far fronte agli obblighi fiscali locali. Una situazione che, secondo Confabitare Fermo, non riguarda solo il presente, ma affonda le radici anche in posizioni debitorie pregresse che rischiano di aggravarsi nel tempo con sanzioni, interessi e procedure di riscossione forzosa.

A lanciare l’appello è proprio l’associazione dei proprietari immobiliari, che richiama l’attenzione sulla possibilità, prevista dall’ordinamento, per i Comuni di introdurre strumenti di definizione agevolata dei debiti locali. Una misura che consentirebbe ai contribuenti in difficoltà di regolarizzare la propria posizione versando esclusivamente il tributo originario, senza l’aggravio di sanzioni e interessi.

Secondo quanto evidenziato da Confabitare, tale opportunità sarebbe resa possibile dalla cosiddetta “rottamazione quinquies” delle cartelle, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), che prevede la possibilità di sanare debiti relativi a tributi comunali come IMU, TARI, multe stradali o rette dei servizi pubblici locali. Il meccanismo consentirebbe, in particolare, anche forme di pagamento dilazionato fino a 54 rate bimestrali, secondo i modelli regolamentari predisposti dall’IFEL.

Proprio su questo punto si concentra la richiesta dell’associazione: la misura, infatti, non sarebbe automatica. Per essere applicata, ogni Comune dovrebbe approvare uno specifico regolamento, definendo nel dettaglio tributi interessati, modalità di adesione, tempi e condizioni di pagamento.

Da qui l’invito rivolto ai sindaci del territorio affinché si attivino tempestivamente, così da consentire ai contribuenti di accedere a questa possibilità già in prossimità delle prossime scadenze fiscali. “Si tratta di uno strumento che può alleggerire situazioni di forte difficoltà economica – è il senso dell’appello – offrendo una via di rientro sostenibile per chi, spesso per ragioni legate a crisi occupazionali o alla perdita di reddito, ha dovuto dare priorità a bisogni primari rispetto agli adempimenti fiscali”.

Confabitare Fermo sottolinea inoltre l’opportunità di una eventuale moral suasion da parte della Prefettura, con l’obiettivo di favorire l’adozione omogenea dei regolamenti e ridurre le tensioni sociali legate alla gestione dei debiti tributari locali.

Un intervento che, nelle intenzioni dell’associazione, potrebbe rappresentare non solo uno strumento di equità fiscale, ma anche un mezzo per migliorare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, in una fase in cui la pressione economica continua a pesare in modo significativo sui bilanci familiari.