FERMO – Un’analisi articolata sui conti e sulle prospettive di ASITE, la società partecipata al 100% dal Comune di Fermo, è stata pubblicata sul proprio profilo Facebook dall’ex sindaco Saturnino Di Ruscio, che torna a intervenire nel dibattito politico-amministrativo cittadino.
Nel post, Di Ruscio elenca una serie di dati economici e gestionali che, a suo avviso, meritano attenzione:
- Fatturato: 18,7 milioni di euro
- Patrimonio netto: 8,6 milioni su 28 milioni di attivo
- Oltre 200 dipendenti, con un costo di 7,2 milioni di euro
- Costo del biodigestore salito da 17,5 a quasi 36 milioni di euro
- Mutuo del Comune di Fermo: 11,2 milioni di euro
- Mutui ASITE: 9,5 milioni di euro
“Ho preso le distanze per coerenza”
L’ex sindaco spiega anche le ragioni della sua presa di distanza dall’amministrazione guidata da Paolo Calcinaro, parlando di una scelta dettata da “coerenza, correttezza, trasparenza e serietà”.
Di Ruscio rivendica di aver mantenuto un atteggiamento istituzionale fino alla fine dei suoi incarichi pubblici, evitando critiche aperte, ma sottolinea come, una volta tornato “cittadino libero”, abbia esposto undici criticità dell’amministrazione senza ricevere, sostiene, risposte nel merito.
I conti di ASITE
Entrando nel dettaglio, l’ex primo cittadino analizza il bilancio 2024 di ASITE: il valore della produzione si attesta a circa 18,7 milioni di euro, in calo rispetto all’anno precedente, mentre l’utile è pari a circa 1,175 milioni.
Secondo Di Ruscio, parte dei risultati economici deriverebbe anche da condizioni favorevoli ottenute nel tempo, come l’autorizzazione a realizzare “sormonti” sulla discarica esistente, operazioni che avrebbero consentito risparmi significativi.
Personale e costi in crescita
Altro punto evidenziato riguarda il personale: dai 197 dipendenti del 2022 si sarebbe passati a oltre 200 unità, con un aumento del costo del lavoro da circa 6,8 a oltre 7,2 milioni di euro in un anno.
Di Ruscio collega questo incremento a dinamiche che definisce “clientelari”, sostenendo che l’aumento dell’organico non avrebbe prodotto miglioramenti evidenti nel decoro urbano.
Il Comune si indebita per fare un favore a chi?
La parte centrale dell’intervento riguarda il biodigestore. Secondo quanto riportato, il costo dell’opera sarebbe cresciuto nel tempo:
- da 17,5 milioni iniziali
- a oltre 31 milioni dopo aggiornamenti progettuali
- fino a una stima attuale vicina ai 36 milioni
Il progetto è finanziato anche con fondi del PNRR, ma – evidenzia Di Ruscio – tali risorse non sarebbero sufficienti a coprire l’intero investimento, rendendo necessario un mutuo comunale di oltre 11 milioni di euro.

L’impianto, inoltre, avrebbe bisogno di circa 40 mila tonnellate annue di rifiuti organici per funzionare a pieno regime, mentre il bacino locale ne produrrebbe circa la metà.
Dubbi su gestione e sostenibilità
Tra le questioni sollevate:
- chi gestirà il biodigestore
- con quale contratto
- se sarà possibile un affidamento in house
- chi sosterrà il peso del mutuo
- se il Comune percepirà un canone
Di Ruscio sottolinea come i costi di gestione dell’impianto possano aggirarsi tra i 3,5 e i 4,5 milioni di euro annui.
“Numeri che non fanno dormire sonni tranquilli”
Nel suo intervento, l’ex sindaco esprime preoccupazione per l’impatto complessivo dell’operazione sui conti pubblici, parlando di cifre che “non dovrebbero far dormire sonni tranquilli” né all’amministrazione uscente né a chi si prepara a governare.
Per approfondire
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