Il 31 Marzo 2026 l’ex Sindaco Saturnino Di Ruscio pubblica sul suo profilo facebook una serie di documenti molto interessanti a prova della sua denuncia: “NON SOLO SVEM E ITS SMART ACADEMY….C’E’ ANCHE L’ASITE…E NON SOLO! QUASI 2 MILIONI DI EURO DI SPESE IN INCARICHI, CONSULENZE E DANNI ERARIALI

RICOSTRUIAMO LA VICENDA.

L’inchiesta è partita dal Piemonte, per reati fiscali. Indagato un esponente del Movimento 5 Stelle, prof. universitario Marco Allegretti, che nell’anno 2024 ha ritirato la sua candidatura alle elezioni regionali per consentire alla magistratura di svolgere le indagini e chiarire la sua posizione in merito ad una ipotesi di reato di truffa sui crediti d’imposta (1). L’indagine della Agenzia delle Entrate e della Procura ruotava attorno ad un sistema di società e Consorzi universitari, erano 8, collegati strutturalmente tra di loro e denominati “Gruppo Perona”, che avevano escogitato un sistema per lucrare illegittimamente sui crediti d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, di fatto inesistenti, e tra questi figuravano il CIFS, Consorzio Interuniversitario per la Fisica Spaziale, CINFAI e T4B (2). Il “Gruppo Perona”, il nome del personaggio che teneva le fila di tutte le società e delle operazioni, aveva fatturato oltre 70 milioni di euro, gran parte crediti d’imposta illegittimi.

Il CIFS è lo stesso Consorzio che ha stipulato in data 15 settembre 2018 con l’ASITE il “Contratto per progetto di ricerca industriale” denominato “Ingegnerizzazione di un innovativo sistema di produzione di biometano dalla digestione anaerobica dei rifiuti urbani” (contratto del 15.09.2018 prot. n. 4241/2018) per un importo complessivo di 540.000,00 oltre iva (3). Le attività riguardavano il miglioramento del progetto il cui costo iniziale era inferiore ai 100.000,00 euro. Il capitolato tecnico allegato al contratto prevedeva la redazione della progettazione definitiva ed esecutiva dell’impianto.

CINFAI e T4B, sono collegate al fermano-maceratese Dott. Sandro Cacchiarelli, che ha assunto vari ruoli all’interno delle due società e lo ritroviamo anche nel rapporto tra Asite e CIFS (4). Cacchiarelli era il rappresentante della lista “I Marchigiani” dove è stato eletto l’ex Sindaco di Fermo Calcinaro in Regione (5) ed è membro della segretaria del gruppo in Consiglio regionale(5.1-5.2-5.3). Parliamo della lista conosciuta come “Lista Castelli”. Ma torniamo all’Asite.

Il progetto iniziale dell’impianto di biodigestione, nella sua forma definitiva, era stato redatto dall’Ing. Fabio Conti e già autorizzato con Determina del Settore “Ambiente e Trasporti” della Provincia di Fermo del 01.12.2016, Reg. Gen. nr. 1149. Mancava solo la VIA ed era stata indetta la gara per la selezione della Ditta che doveva realizzare la progettazione esecutiva e l’impianto, nonché impegnarsi anche a finanziare l’opera, una sorta di Project Financing.

Già nei primi mesi dell’anno 2017 erano pervenute le prime manifestazioni d’interesse per la partecipazione a detta gara. Secondo autorevoli esperti, il possesso dell’autorizzazione a realizzare l’impianto da parte dell’ASITE, se ceduta a terzi, avrebbe avuto un valore pari a 500 mila euro. L’autorizzazione viene fatta scadere!!!!

Cambia il CDA e il nuovo Presidente Alberto Paradisi, proveniente dalla limitrofa provincia di Ascoli, professionista ritenuto vicino al senatore Guido Castelli, con incarichi all’interno dell’Ufficio Ricostruzione(6), sulla base di una relazione del consulente milanese Ing. Tommaso Mazza ritiene di “migliorare” il progetto (7) e viene individuato un altro Soggetto, il CIFS (Consorzio Interuniversitario per la Fisica Spaziale di Torino), quello oggetto di indagini da parte della Procura di Torino. Naturalmente, per non scontentare nessuno, c’è stato il tentativo di inglobare l’Ing. Fabio Conti nel gruppo di progettazione che sarà successivamente costituito dal CIFS. Ma, come vedremo, a ragione, è voluto restare a busta paga dell’ASITE.

Ma siamo solo all’inizio delle tante anomalie che saranno “dolori” per l’ASITE, o meglio, i contribuenti fermani.

PERCHE’?

1° Anomalia-Da Torino le indagini sulle truffe dei crediti d’imposta giungono a Fermo e il giorno 6 febbraio 2024 l’Agenzia delle Entrate di Fermo redige il “Processo verbale giornaliero” presso l’ASITE dal quale emerge chiaramente che la scelta del CIFS deriva da un “suggerimento” di “persone riferibili all’amministrazione comunale di Fermo”(😎.

2° Anomalia-Il CIFS ha nel proprio oggetto sociale le attività di progettazione che solitamente sono riservate agli iscritti agli Ordini Professionali. Un conto progettare un impianto tecnologico, un conto svolgere attività di ricerca industriale, fisica e spaziale. Dalla lettura dei documenti dell’Agenzia delle Entrate emerge che il CIFS come le altre società del gruppo, si limitava a fare da passacarte (9) lucrando sui falsi crediti d’imposta. Addirittura la presunta attività svolta per l’ASITE, Biodigestore, era già stata svolta precedentemente per altra società.

3° Anomalia-Nel CDA del dell’ASITE del 26 luglio 2018, il Presidente ha dichiarato ai consiglieri che la scelta del CIFS proveniva da consulenti aziendali (10) dei quali non indicava le generalità. Affermazione che contrastano con quella fatta alla Agenzia delle Entrate ovvero da perone riferibili all’amministrazione comunale di Fermo.

4° Anomalia – Volontà esplicita ad evitare la gara d’appalto – Nello stesso verbale del 26 luglio 2018 il Presidente dichiara e mette a verbale che l’assegnazione al CIFS si basava su “competenze tecniche e per evitare la gara” (11), quindi procedeva all’affidamento diretto per 540.000,00 euro oltre iva. In questo modo si eludevano le procedure previste dal codice degli appalti e contratti.

5° Anomalia – CIFS, in assenza di competenza, distribuisce incarichi a professionisti già fornitori di Fermo ASITE – Già è anomalo per un importo contrattuale così rilevante non procedere con una gara ad evidenza pubblica ma è stato quanto meno inopportuno contrattualizzare un soggetto che mancava di competenze tecniche specifiche in quanto si occupava di FISICA SPAZIALE e non di RIFIUTI E BIODIGESTORE. Quindi anomalia su anomalia il CIFS ricorre a professionisti esterni alcuni indicati dalla stessa ASITE (12). Tutti provenienti dalla limitrofa provincia ascolana. Altra anomalia, sempre nel cda del 27 luglio 2018 il Presidente rassicura i consiglieri circa la disponibilità da parte del CIFS di collaboratori tecnici esperti. Gli stessi, invece, non sembrano avere specifica esperienza nella materia dei rifiuti. Nelle comunicazioni ufficiali non sono recuperabili i curriculum.

6° Anomalia – I professionisti incaricati dal CIFS, nello stesso periodo contrattuale e non solo, fatturano alla FERMO ASITE surl importi pari a 525 mila euro per altrettanti incarichi ricevuti con assegnazione diretta dal CDA(13).

7° Anomalia – CONTROLLORE E CONTROLLATO LA STESSA PERSONA – Siglato il contratto con il CIFS il 15 settembre 2018 viene contestualmente nominato l’ingegnere Andrea Vitali quale referente della Fermo Asite surl, per il controllo e la reportistica periodica. Andrea Vitali è stato collaboratore del senatore Guido Castelli nel periodo 2010-2018 quando Castelli era Sindaco del Comune di Ascoli Piceno e OIV (Organismo Indipendente di Valutazione) del Comune di Fermo dal 2016-2019 Calcinaro Sindaco (14). In data 18 ottobre 2018, dopo un mese, lo stesso Ingegnere viene contrattualizzato, all’interno della sede dell’ASITE, dalla CIFS per un importo di 15 mila euro, per “Attività di ingegnerizzazione a supporto…” (15). Quindi il soggetto che doveva controllare per conto dell’Asite, viene retribuito anche dal controllato. Poi Andrea Vitali diventa Direttore Generale dell’ASITE.

8° Anomalia – Arriva l’Agenzia delle Entrate per le manovre sul credito d’imposta – In effetti ricorrendo al CIFS e facendo passare un normale progetto di opera pubblica per una attività progettuale di “Ricerca e Sviluppo” l’ASITE avrebbe avuto un credito d’imposta del 40%-50% dell’importo contrattuale di 540 mila euro oltre iva. Potendo rendicontare anche le spese del personale interno addetto alla attività di ricerca, previsto per un importo di 540 mila euro, in sostanza il credito d’imposta avrebbe pareggiato la spesa viva sostenuta per il CIFS ovvero 540 mila euro (16). Ma già nell’anno 2022 l’Agenzia delle Entrate aveva invitato l’ASITE a verificare l’effettiva corrispondenza al requisito richiesto per ottenere il credito d’imposta. In pratica aveva subdorato che di attività di ricerca e sviluppo c’era ben poco e invitava l’ASITE a rinunciare al suddetto credito d’imposta (17). Ma così non è stato. D’altronde il Comune di Fermo, nel frattempo, aveva beneficiato dei fondi del PNRR e aveva assunto la titolarità del progetto e sarebbe stato opportuno rinunciare al credito d’imposta. Il Comune assunse la titolarità del progetto perché poteva ottenere il 100% del finanziamento e non il 40% nel caso fosse l’ASITE. Inoltre il Comune di Fermo ha acquisito gratuitamente il progetto provocando un danno all’ASITE. E’ di questi giorni la notizia delle sanzioni comminate all’ASITE dalla Agenzia delle Entrate di un importo superiore ai 500 mila euro per crediti d’imposta non dovuti per il biodigestore ed altro (IVA, IRAP, IRES, ecc.), “Il vantaggio fiscale che ASITE ha ottenuto attraverso lo SCHEMA FRAUDOLENTO DESCRITTO, NEL TRIENNIO 2018/2019/2020, è stato quello di crearsi INDEBITAMENTE un credito d’imposta pari a Euro 433.021,00, una deduzione di costi….”. Se gli amministratori comunali leggessero con attenzione i bilanci dell’ASITE si renderebbero conto della situazione. Dal bilancio consuntivo 2024 dell’ASITE si legge non solo che sono arrivate le sanzioni (18) ma che la società sta in piedi finanziariamente con i rifiuti che provengono da furi bacino e grazie ai regali della Provincia di Fermo che ha autorizzato non 1, non 2 ma 3 “sormonti” del Corpo “B” della Discarica (19) .

9° Anomalia – CON IL PNRR LA NUOVA GARA E LA DUPLICAZIONE DELLE SPESE – La gara viene gestita dalla SUA della Provincia di Fermo e il bando aveva per oggetto “l’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione lavori…”. Per quanto riguarda la progettazione esecutiva si duplicavano una prestazione prevista nel contratto con il CIFS e già pagato (20).

10° Anomalia – Risorse contrattuali utilizzate per altra e diversa attività di progettazione suscettibile di gara – L’ASITE il 14.06.2023 con nota prot. 1992/2023 aveva contestato alla CIFS la fattura n. 4 del 17.04.2020 dell’importo di 120.000,00 euro, mai pagata nei tre anni trascorsi. In modo irrituale poi si giunge ad un accordo tra ASITE e CIFS il quale prevedeva che il CIFS non avrebbe più realizzato il progetto esecutivo del biostabilizzatore come da contratto, bensì il progetto relativo alla futura discarica sull’area “Camacci” per un importo di 80 mila euro. Il gruppo di lavoro doveva essere coordinato dall’Ing. Sergio Ciampolillo anche lui consulente dell’ASITE e del CIFS per un importo di circa 80 mila euro da far rientrare nella fattura suddetta. A questo punto la fattura viene saldata alla CIFS per un importo di 120.000,00 euro in data 28.11.2023 (21). Le anomalie riguardano non solo gli aspetti contabili ed amministrativi che potrebbero risultare falsi ma con una fattura relativa all’anno 2020 viene pagata una prestazione diversa da quella pattuita contrattualmente e in anticipo rispetto alla prestazione. Inoltre viene elusa la legge sugli appalti attraverso l’assegnazione di un incarico di progettazione senza gara o una semplice manifestazione d’interesse o una rotazione degli incarichi come previsto dal codice degli appalti. Naturalmente occorreva validare il progetto per partecipare al bando PNRR e “per motivi d’urgenza”, senza espletare almeno una manifestazione d’interesse, l’incarico viene affidato allo studio EN.AR Conti dell’Ing. Massimo Conti per un importo iniziale di 127.884,80 euro poi ridotto al 50% ovvero 63.440,00 euro (22). L’Ing. Massimo Conti lo ritroviamo spesso in associazione temporanea d’impresa con il Presidente Paradisi ad esempio alla CIIP.

Se facciamo qualche conto tra somme spese per incarichi, consulenti, ecc. e somme da rimborsare allo Stato, l’Asite ha speso quasi 2 milioni di euro per un progetto che, in sostanza, non si sa chi veramente l’ha realizzato e che per la parte esecutiva è stato fatto rientrare nell’appalto dell’opera pubblica. In pratica sono state triplicate le spese.

Nel frattempo il costo di realizzazione del Biodigestore è passato da 17,5 milioni di euro a 36 milioni, dei quali 11 milioni sono coperti da un mutuo dal Comune di Fermo.

A chi come me e molti altri che si sono adoperati per creare questa società che doveva rappresentare una opportunità per tutto il territorio e non per politici e consulenti, piange il cuore vedere come vengono sprecati milioni di euro di soldi pubblici e dei cittadini. Aggiungo che mi sono trovato a dover rispondere di fronte alla legge (tutto si è chiuso positivamente per me perché la giustizia tarda ma arriva sempre) per aver avallato politicamente l’acquisto dell’area “Camacci” adiacente alla discarica (14 ettari con numerosi fabbricati) chiudendo anche 2 contenziosi con il confinante per l’occupazione abusiva del suo terreno e tanto altro, acquisto che rappresentava l’unica soluzione per garantire lo smaltimento dei rifiuti dell’intera Provincia di Fermo nei prossimi 30 anni. L’immobile era stato già oggetto di trattativa da un privato concorrente dell’ASITE. Oggi invece tutto sembra lecito.

E’ normale che l’ASITE invece di portare avanti il progetto di ampliamento della Discarica di Fermo sull’area “Camacci”, avviato nell’anno 2010, ha utilizzato il “sormonto” di quella esistente addirittura per ben 3 volte, attività che viene autorizzata in deroga dalla Provincia solo nel caso in cui ci si trovi in una situazione di emergenza rifiuti ed al massimo per una volta? Perché si è aspettato 15 anni per l’ampliamento? Nessuno si è posto il problema? La Provincia in primis? Ma cosa si nasconde? Un vecchio e saggio politico alla domanda di una militante sul perché il partito si interessava dei rifiuti e chiedeva sempre l’assessorato all’Ambiente, rispose: “ricordate cocca i rifiuti puzza ma fa li soldi!”.

L’ex Sindaco sapeva come sapeva gran parte della Giunta ma tutti in silenzio.

L’opposizione? Mi domando, c’è qualche consigliere di maggioranza o opposizione che sia interessato a tutelare gli interessi dell’ASITE, del Comune di Fermo e dei cittadini contribuenti? Non sarebbe il caso di nominare una commissione d’inchiesta comunale per verificare dove vanno a finire i soldi dei rifiuti?

Oppure come l’ITS o la SVEM “non c’ero e se c’ero dormivo?”.

Con che coraggio ci si presenta alle prossime elezioni comunali?

Questa relazione nasce da un dossier anonimo che ho vagliato attentamente.

Perché il dossier è stato consegnato a me e non agli amministratori comunali? Probabilmente perché non si sono fidati di loro! Oppure sapevano che non sarebbero stati in grado di leggere e comprendere la gravità dei fatti e dei comportamenti. Qui si parla di truffa nei confronti dell’Erario da parte di una società pubblica, non un privato. E allora perché i cittadini onesti si debbono fidare di questi amministratori?

Fermo ha bisogno di uno scatto di reni, altrimenti è persa per sempre, ci sono persone disponibili a farlo!”