La scelta della candidata sindaco del centrosinistra per il Comune di Fermo, Angelica Malvatani, di affidare a un legale la valutazione di eventuali azioni per diffamazione e condotte persecutorie segna un cambio di strategia comunicativa rispetto alle prime reazioni alle inchieste giornalistiche di Sandra Amurri.

Nelle scorse settimane, infatti, Malvatani aveva sostenuto di essere estranea alle vicende contestate, definendosi parte lesa e ribadendo di non dover rispondere delle condotte attribuite al marito. Una linea improntata alla presa di distanza personale e politica, accompagnata dalla volontà dichiarata di non alimentare ulteriormente la polemica pubblica.

Ora, invece, la candidata sceglie di passare al contrattacco sul piano legale. Attraverso l’avvocato Debora Senzacqua, Malvatani parla apertamente di una “campagna social insistente con affermazioni gravi e in larga parte imprecise, quando non addirittura false”, annunciando la valutazione di eventuali iniziative giudiziarie in relazione ai contenuti pubblicati sui social network.

Una presa di posizione che arriva dopo le ricostruzioni pubblicate dalla giornalista Amurri sulle vicende civili legate al Superbonus, sui rapporti professionali del marito della candidata e su altre questioni finite al centro del dibattito politico cittadino.

Di seguito riportiamo integralmente il comunicato diffuso dalla stessa Malvatani che sembra averne fatto un “spot” elettorale dell’intero centro sinistra

Il comunicato dell’avvocato


“Per conto della mia assistita, Angelica Malvatani, formulo il seguente comunicato.

“La dottoressa Malvatani è in questi giorni oggetto di una campagna social insistente con affermazioni gravi e in larga parte imprecise, quando non addirittura false. Per questo motivo ho ricevuto dalla stessa mandato di valutare eventuali condotte diffamatorie e persecutorie relative proprio alle pubblicazioni periodiche su vari canali social”.

Le vicende giudiziarie non riguardano erogazioni pubbliche ma lavori fuori capitolato

“In merito alle vicende giudiziarie che la vedono coinvolta in sede civile, preme evidenziare che non riguardano erogazioni pubbliche ma solo ed esclusivamente costi per opere asseritamente dovute e non riconosciute alla impresa costruttrice extra Superbonus”.

“La prossima udienza è fissata per il giorno 18.06.26 e non per il 22.05.2026 e l’incombente non riguarda un confronto tra la sottoscritta e il testimone Avv. Di Bonaventura, in quanto trattasi di istituto giuridico inesistente nel nostro ordinamento”.

“Allo stato non esiste alcun debito nei confronti di chicchessia, né tantomeno nei confronti della impresa costruttrice”.

“La somma richiesta con decreto ingiuntivo, somma – si ribadisce – non relativa ad erogazione di fondi pubblici, ma a questioni prettamente privatistiche, è stata contestata e l’opposizione allo stato è ritenuta fondata tanto che il Giudice istruttore non ha concesso la provvisoria esecuzione al decreto”.

“Tutte le operazioni di erogazione di fondi pubblici sono avvenute in completa osservanza delle norme in materia”.

“Tutta l’operazione Superbonus richiesta e goduta dalla ditta esecutrice dei lavori è stata approvata dalla società di revisione Deloitte Spa, partner di Intesa Sanpaolo Spa, il cui compito è verificare e certificare i crediti d’imposta”.

“Tutte le somme dovute per il Superbonus sono state direttamente erogate da Intesa Sanpaolo Spa all’impresa costruttrice”.

“È falsa la circostanza che il legale della ditta costruttrice abbia sollecitato il tribunale per la trasmissione di alcunché alla Procura della Repubblica”.

“Negli scritti difensivi ciascuna parte ha diritto di sostenere tutto ed il contrario di tutto, anche circostanze non vere. Spetta al giudice accertare la verità processuale e, stante le prime fasi del processo civile, posso ritenere che le circostanze argomentate da controparte non corrispondano a verità”.

“Mi preme ribadire che la controversia non riguarda soldi pubblici, ma lavori che sarebbero stati eseguiti dalla impresa costruttrice fuori capitolato e quindi ExtraBonus”.

“Per quanto riguarda l’accatastamento e relativa agibilità, che competeva alla impresa costruttrice, la mia assistita si è vista costretta ad attivarsi a proprie spese”.

“Il disconoscimento delle firme apposte su alcuni documenti riguarda solo ed esclusivamente il rapporto privato con la società costruttrice ed esula da questioni relative a fondi pubblici”.

Sollecitato il giudizio del tribunale per gli addebiti legati allo studio legale impropriamente coinvolto

“Lascio per ultimi addebiti legati a situazioni contingenti di uno studio legale, che è stato impropriamente coinvolto e che ha già sollecitato per questo il giudizio del tribunale”.

I bonifici sul conto corrente personale sono stati effettuati per errore e prontamente restituiti in data anteriore al post di denuncia

“In relazione all’addebito di aver ricevuto sul conto corrente due bonifici da parte di un cliente dello studio legale, gli stessi sono stati effettuati per un errore nella trasmissione dei dati bancari e, in data anteriore al post di denuncia, la somma è stata restituita allo studio legale ed è stata contabilizzata con emissione di fattura”.

“Per quanto riguarda la congruità dell’importo richiesto dallo studio legale per l’attività prestata nei confronti del cliente, è questione riservata allo studio medesimo ed estranea alla questione politica”.

“Per quanto sopra, si ribadisce la volontà di difendere l’immagine della mia assistita nelle sedi opportune. Avvocato Debora Senzacqua”.