L’approvazione da parte della Giunta regionale delle Marche dell’atto di indirizzo del progetto “Marche Sicure” apre il confronto politico sul tema della sicurezza. Da una parte il centrodestra rivendica un piano di prevenzione e coordinamento istituzionale; dall’altra Sinistra Italiana–Alleanza Verdi e Sinistra ne contesta l’impostazione, ritenendola eccessivamente orientata verso un approccio securitario.
L’operazione, approvata dalla Giunta guidata dal presidente Francesco Acquaroli, viene definita dalla Regione come un progetto integrato volto a promuovere sicurezza, identità e attrattività del territorio, attraverso il coinvolgimento di Prefetture, Questure, Forze dell’Ordine, Comuni, Anci, categorie economiche, organizzazioni sindacali e cittadini.
A sostegno dell’iniziativa interviene il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Andrea Putzu, che definisce “Marche Sicure” «una strategia concreta per difendere cittadini, imprese e territori» e «un altro impegno mantenuto dalla Giunta Acquaroli».
«La sicurezza non riguarda solo l’ordine pubblico, ma incide direttamente sulla qualità della vita, sulla coesione sociale e sullo sviluppo economico delle nostre comunità», afferma Putzu. Secondo il capogruppo di FdI, pur essendo «le Marche già tra le regioni più sicure d’Italia», è necessario prevenire l’insorgere di nuove criticità attraverso una strategia condivisa con istituzioni e forze dell’ordine.
Tra gli obiettivi del piano, Putzu cita il rafforzamento del coordinamento tra enti, l’impiego di nuove tecnologie, il potenziamento della Polizia locale, il contrasto all’illegalità e la diffusione della cultura della legalità. «Tutelare gli anziani dalle truffe, contrastare l’abuso di alcol e droghe tra i giovani, educare alla legalità e combattere contraffazione, lavoro nero e abusivismo significa difendere cittadini, imprese e futuro delle Marche», sottolinea l’esponente di Fratelli d’Italia, secondo il quale una regione più sicura risulta anche più attrattiva per famiglie e investimenti.
Di diverso avviso il Coordinamento provinciale di Sinistra Italiana – AVS di Fermo, che critica l’impostazione del progetto ritenendo che il fenomeno della devianza giovanile non possa essere affrontato prevalentemente attraverso strumenti di controllo.
Secondo AVS, il crescente allarmismo sul tema della sicurezza rischia di semplificare un fenomeno complesso, riducendolo a una questione di ordine pubblico. Nel comunicato diffuso dal coordinamento viene richiamato il rapporto 2026 di Save the Children, “Dis(armati). Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà”, che individua nelle fragilità psicologiche, relazionali e familiari alcune delle principali cause dell’aumento di episodi di violenza tra adolescenti.
Il rapporto evidenzia inoltre come, a fronte di un calo dei minori segnalati all’autorità giudiziaria negli ultimi vent’anni, sia aumentata la permanenza dei giovani nel sistema della giustizia minorile, fenomeno che il comunicato collega anche agli effetti del cosiddetto “Decreto Caivano”.
Per Sinistra Italiana gli strumenti punitivi e di controllo risultano insufficienti a risolvere il disagio giovanile. Il coordinamento critica il ricorso al potenziamento della videosorveglianza, all’incremento dei controlli e ai progetti di controllo di vicinato, sostenendo invece la necessità di investire maggiormente in prevenzione, educazione e inclusione sociale.
La proposta avanzata da AVS punta a costruire una rete stabile tra scuole, famiglie, terzo settore e istituzioni locali, capace di intercettare il disagio prima che degeneri in comportamenti violenti. «È fondamentale costruire un rapporto di fiducia con autorevolezza, non autoritarismo», si legge nel comunicato, che invita a interpretare molti comportamenti problematici degli adolescenti come richieste di ascolto più che come semplici manifestazioni di criminalità.
Il dibattito su “Marche Sicure” mette così in evidenza due diverse visioni sul tema della sicurezza: da un lato quella della maggioranza regionale, che considera il rafforzamento del coordinamento istituzionale e degli strumenti di prevenzione e controllo un investimento sulla qualità della vita e sulla competitività del territorio; dall’altro quella di Sinistra Italiana, che ritiene prioritaria una risposta fondata sulle politiche educative, sul sostegno alle famiglie e sulla prevenzione del disagio giovanile.

