di Massimiliano Bartocci –

Il concorso pubblico del Comune di Fermo per l’assunzione di un ufficiale della Polizia Locale, vinto dall’ex sindaco di Porto Sant’Elpidio Nazzareno Franchellucci, dovrà essere annullato.

A stabilirlo è il Consiglio di Stato (Decreto del Presidente del Consiglio di Stato n. 32/2026) che, pronunciandosi sul ricorso straordinario al Presidente della Repubblica presentato dal candidato Federico Fornarola, ha accolto alcune delle censure ritenute più rilevanti, confermando il precedente parere favorevole espresso dal Ministero dell’Interno.

Una decisione destinata ad avere pesanti conseguenze amministrative e politiche. A questo punto il Comune di Fermo dovrà infatti prendere atto della pronuncia e procedere all’annullamento della procedura concorsuale, con inevitabili riflessi anche sulla posizione del vincitore.

La contestazione decisiva

Il nodo centrale della vicenda riguarda la decisione della commissione esaminatrice di avvalersi di uno psicologo nell’ambito della prova orale.

Il bando di concorso prevedeva infatti tale possibilità, rimettendola alla discrezionalità della commissione. Secondo il Consiglio di Stato, però, quella facoltà avrebbe dovuto essere esercitata all’inizio della procedura e non dopo la correzione degli elaborati scritti e la formazione della graduatoria degli ammessi all’orale. In quel momento, infatti, la commissione conosceva già quali candidati avevano ottenuto i punteggi più elevati.

Fin dall’inizio il ricorrente aveva sostenuto che la scelta fosse stata compiuta “a carte scoperte”, cioè quando l’identità dei concorrenti meglio classificati era ormai nota. Una censura che il Consiglio di Stato ha ritenuto fondata, osservando come una decisione di questo tipo, pur astrattamente prevista dal bando, non possa essere adottata in una fase così avanzata della procedura, poiché altera le garanzie di imparzialità e trasparenza che devono presidiare ogni concorso pubblico.

Nella motivazione si sottolinea infatti che il vizio non risiede nella possibilità di ricorrere a uno psicologo, prevista dalla lex specialis, bensì nel momento in cui tale facoltà è stata esercitata. La commissione ha deciso di avvalersene soltanto dopo aver conosciuto l’esito della prova scritta e i nominativi dei candidati ammessi all’orale, introducendo così un elemento valutativo in una fase della selezione nella quale le regole del concorso avrebbero dovuto ormai rimanere immutate, a garanzia della parità di trattamento tra tutti i concorrenti.

Una vicenda ancora più delicata

La decisione assume un rilievo ancora maggiore se si considera la particolare posizione del ricorrente.

Federico Fornarola è infatti un ex appartenente alla Polizia Locale del Comune di Fermo, il cui rapporto con l’amministrazione si è concluso in maniera fortemente conflittuale e sul quale risulta pendente un giudizio per presunto mobbing.

Pur non entrando nel merito di tale contenzioso, il Consiglio di Stato ha ritenuto che proprio in una situazione così delicata la procedura avrebbe dovuto garantire il massimo livello di trasparenza, evitando qualsiasi modifica successiva alle regole del concorso.

Adesso tocca al Comune

Con la decisione del Consiglio di Stato si chiude il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e per il Comune di Fermo resta ormai uno spazio di manovra estremamente limitato.

L’amministrazione dovrà dare esecuzione alla decisione, annullando il concorso e assumendo le conseguenti determinazioni amministrative.

La pronuncia rappresenta un duro richiamo al rispetto dei principi costituzionali di imparzialità, trasparenza e parità di trattamento nelle procedure di selezione pubblica.

Per Nazzareno Franchellucci, risultato vincitore della procedura, si apre ora uno scenario di assoluta incertezza, legato alle determinazioni che il Comune sarà chiamato ad adottare per dare esecuzione alla decisione.

Le altre contestazioni non accolte

Il ricorso conteneva anche ulteriori censure che, tuttavia, non sono state ritenute fondate dal Consiglio di Stato.

Tra queste figurava la contestazione relativa alla composizione della commissione esaminatrice. Il ricorrente aveva infatti evidenziato come a presiederla fosse l’attuale segretario generale del Comune di Fermo, che in precedenza aveva ricoperto lo stesso incarico nel Comune di Porto Sant’Elpidio durante il mandato da sindaco di Nazzareno Franchellucci, poi risultato vincitore del concorso.

Un’altra doglianza riguardava gli elaborati della prova scritta che, secondo il ricorrente, avrebbero presentato segni distintivi tali da poter consentire l’identificazione dell’autore, compromettendo così il principio dell’anonimato che deve caratterizzare le prove concorsuali.

Il Consiglio di Stato non ha però ritenuto tali censure sufficienti. La decisione si è invece fondata sull’accertata illegittimità della scelta della commissione di modificare le modalità della selezione introducendo la figura dello psicologo soltanto dopo la correzione degli elaborati scritti e la formazione della graduatoria, quando erano già noti i candidati meglio classificati.

Non un caso isolato

Quello deciso dal Consiglio di Stato rappresenta soltanto il primo di una serie di contenziosi riguardanti procedure concorsuali bandite dal Comune di Fermo e dalla società partecipata Asite, vicende che questo giornale ha documentato attraverso numerose inchieste.

L’annullamento di questo concorso non rappresenta soltanto la vicenda di un candidato o di un posto di lavoro. È il segnale di un problema più ampio. Quando una procedura pubblica viene censurata dal massimo organo della giustizia amministrativa, la questione non riguarda solo gli errori commessi, ma la credibilità dell’intero sistema di selezione. Per questo la decisione del Consiglio di Stato potrebbe rappresentare uno spartiacque per il Comune di Fermo, chiamato ora non solo a dare esecuzione alla pronuncia, ma anche a ripensare profondamente le modalità con cui vengono organizzati i concorsi pubblici.