Perché abbiamo scelto il silenzio in queste settimane

Chi ci segue avrà notato che, in piena campagna elettorale, non stiamo pubblicando nuove inchieste o articoli di approfondimento. Non siamo in ferie e non abbiamo perso interesse: è stata una scelta precisa, forse controcorrente, ma necessaria.

Il rumore delle ultime settimane

Ogni elezione porta con sé un’ondata di comunicati stampa, dichiarazioni roboanti, promesse e cambi di casacca dell’ultima ora. Un frastuono in cui si rischia di confondere la sostanza con la propaganda.

Noi abbiamo deciso di non aggiungere altre voci a questo coro. Crediamo che chi si candida abbia avuto cinque anni di tempo per farsi conoscere e dimostrare con i fatti il proprio impegno. Arrivati a questo punto, è troppo tardi per farsi conoscere.

La politica non è un esercizio dell’ultima ora

La politica non si fa nelle ultime settimane, con la speranza di convincere qualche elettore distratto. La politica si fa ogni giorno, con coerenza e responsabilità, soprattutto da parte di chi aspira a rappresentare i cittadini.

I repentini cambi di casacca degli ultimi giorni, privi di una vera riflessione, dimostrano che per molti il vero obiettivo non è il bene comune ma quello personale.

Credibilità prima di tutto

Il nostro giornale è nato per fare trasparenza e inchieste sul territorio fermano. Per questo, anche a costo di rinunciare agli introiti derivanti dalle notizie a pagamento che in questo periodo affollano la scena, abbiamo preferito conservare integra la nostra credibilità.

Nessuna nuova inchiesta (per ora)

In queste settimane, dunque, non troverete nessuna nuova inchiesta. Abbiamo scelto il silenzio per non alimentare il rumore della propaganda. Ma raccoglieremo tutti gli spunti di questa campagna elettorale per approfondirli dopo, quando i riflettori saranno spenti e resterà soltanto il tempo della verità.

Il nostro invito ai lettori

Il nostro consiglio, allora, è semplice: votate chi, negli anni, ha saputo dare seguito alle inchieste e alle denunce che abbiamo portato alla luce (gli sprechi nelle pubbliche forniture di lido tre archi, la vendita della casa del custode nel Piazzale del Girfalco, la costruzione del nuovo liceo classico di Fermo, la svendita della Casina delle Rose, il mercato dei danni da fulmini, l’affare biodigestore e discarica di Fermo, le cene con delitto, la lottizzazione della ex conceria Sacomar, la centrale di San Marco alle Paludi e i parcheggi di Via Beni) non chi oggi si ricorda improvvisamente della politica.
Perché la vera politica non vive di slogan dell’ultima ora, ma di coerenza quotidiana.